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Pazienti con tumori ematologici sottoposti a trapianto di cellule emopoietiche da donatori non-imparentati: pretrattamento con Globulina anti-timociti

ll pretrattamento con Globulina anti-timociti ( ATG ) riduce la comparsa della malattia graft-versus-host cronica ( cGVHD ) dopo trapianto di cellule emopoietiche da donatore non-imparentato, ma manca l'evidenza di beneficio per il paziente.

Uno studio ha verificato se la Globulina anti-timociti sia in grado di fornire benefici al paziente, in particolare riducendo la necessità di un trattamento immunosoppressivo a lungo termine dopo il trapianto.

È stato condotto uno studio di fase 3, multicentrico, in aperto, randomizzato e controllato presso 10 Centri in Canada e 1 in Australia.
I pazienti eleggibili avevano un’età compresa tra 16 e 70 anni con qualsiasi tumore ematologico e un punteggio Karnofsky di almeno 60, in trattamento con regimi preparatori di condizionamento mieloablativi o non-mieloablativi ( o a intensità ridotta ) prima del trapianto di cellule emopoietiche da un donatore non-imparentato.

I pazienti sono stati assegnati a Globulina anti-timociti di coniglio pretrapianto più profilassi standard per GVHD ( gruppo ATG ) o a profilassi per GVHD standard da sola ( gruppo no-ATG ).
È stata somministrata una dose totale di Globulina anti-timociti di 4.5 mg/kg per via endovenosa per 3 giorni ( 0.5 mg/kg 2 giorni prima del trapianto, 2.0 mg/kg 1 giorno prima, e 2.0 mg/kg 1 giorno dopo ).

L'endpoint primario era la libertà da tutti i farmaci immunosoppressori sistemici senza ripresa dell’assunzione fino a 12 mesi dopo il trapianto.

Tra il 2010 e il 2013, sono stati reclutati e assegnati 203 pazienti eleggibili al trattamento con Globulina anti-timociti ( n=101 ), mentre 102 non hanno ricevuto ATG.

37 ( 37% ) dei 99 pazienti che hanno ricevuto la Globulina anti-timociti erano liberi dal trattamento immunosoppressivo a 12 mesi rispetto a 16 ( 16% ) dei 97 che non hanno ricevuto ATG ( odds ratio aggiustato, aOR=4.25; P=0.00060 ).

Il verificarsi di eventi avversi gravi ( CTCAE di grado 4 o 5 ) non differiva tra i gruppi di trattamento ( 34 di 99 pazienti nel gruppo ATG, 34%, versus 41 di 97 pazienti nel gruppo no-ATG, 42% ).

La riattivazione del virus di Epstein-Barr è stata sostanzialmente più comune nei pazienti che hanno ricevuto la Globulina anti-timociti ( 20 [ un paziente è morto, l'unico decesso a causa di un evento avverso ] ) rispetto a coloro che non hanno ricevuto Globulina anti-timociti ( 2 [ nessun decesso ] ).

Nessun decesso è stato attribuito adlla Globulina anti-timociti.

La Globulina anti-timociti dovrebbe essere aggiunta ai regimi di preparazione mieloblativi e non-mieloblativi per il trapianto di cellule emopoietiche quando si utilizzano donatori non-imparentati.
I benefici della riduzione dell’uso di steroidi sono clinicamente significativi.
E’ riscontrabile un aumento della riattivazione del virus di Epstein-Barr, ma è gestibile con un monitoraggio prospettico e l'uso di Rituximab.
Studi futuri potrebbero determinare se le dosi di Globulina anti-timociti utilizzate sono ottimali, e potrebbero anche fornire ulteriori elementi di prova di un tasso di recidiva basso dopo i regimi non-mieloablativi. ( Xagena News )

Fonte: The Lancet, 2016