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Carfilzomib migliora la sopravvivenza libera da progressione nei pazienti con mieloma multiplo recidivato precocemente

Nel corso del 52į Congresso Annuale dellíASCO ( American Society of Clinical Oncology ) sono stati presentati i risultati di una analisi secondaria dello studio di fase III ASPIRE.
La ricerca ha mostrato che il farmaco Carfilzomib ( Kyprolis ) in combinazione con Lenalidomide e Desametasone migliora la sopravvivenza libera da progressione e la percentuale di risposta completa rispetto alla sola terapia a base di Lenalidomide e Desametasone anche in pazienti con mieloma multiplo recidivato con una malattia in progressione precoce dopo la terapia iniziale o dopo il trapianto.

Líanalisi ha dimostrato che i pazienti che erano andati incontro a una recidiva entro 1 anno dalla terapia iniziale, una volta trattati con la combinazione dei tre farmaci hanno avuto una sopravvivenza mediana libera da progressione di 24.1 mesi contro i 12.5 mesi dei pazienti in trattamento con solo due farmaci.

Inoltre, la percentuale di risposta completa Ť stata pari a 79.3% contro 61.1%.

I pazienti con recidiva precoce dopo un primo precedente trapianto trattati con Carfilzomib, Lenalidomide e Desametasone ha presentato una sopravvivenza mediana libera da progressione di 17.3 mesi contro 11.1 mesi di coloro che erano nel gruppo di controllo.
Inoltre, la percentuale di risposta completa dei pazienti Ť stata pari a 83.3% contro 61.2% del gruppo di controllo.

Carfilzomib Ť un inibitore del proteasoma di seconda generazione. Il blocco del proteasoma determina un eccessivo accumulo di proteine allíinterno delle cellule. In questo modo Carfilzomib riesce a provocare la morte delle cellule, in particolare quelle del mieloma.

Il mieloma multiplo Ť una patologia rara, difficilmente guaribile, ma puÚ essere curato con trattamenti che alleviano i sintomi, controllano le complicanze e rallentano la progressione della malattia.
In Italia almeno 14.000 persone convivono con una diagnosi di mieloma multiplo, caratterizzato dalla natura recidiva e progressiva della malattia, con uníaspettativa di vita di soli 3 anni dopo la prima ricaduta.
» il secondo tumore ematologico per frequenza, si tratta di una malattia orfana e rappresenta l'1% di tutti i tumori.
In Italia si registrano 5.200 nuovi casi e 3.200 decessi ogni anno; a 5 anni dalla diagnosi solo il 45% dei pazienti sopravvive. ( Xagena News )

Fonte: Amgen, 2016